La nostra storia

Nel luglio del 1955 Nicola e le sue sette figlie arrivano in Via Alimena 69. Lo stabile è una costruzione solida, essenziale e accogliente, con un bel cortile interno, un palazzo basso in pieno centro città, nella via più elegante. Lo chiamano il “palazzo dei giudici e dei cancellieri” perché è lì che vivono gli impiegati del tribunale con le loro famiglie. Nicola una moglie non ce l’ha più, ma Amalia, Anna, Maria, Vittoria, Antonietta, Rita e Adalgisa non lo fanno certo sentire solo!

Sette figlie femmine, sette sorelle: la casa è un mondo a parte, una piccola società, un nucleo vivo e pulsante fatto di passi veloci, voci squillanti, mani indaffarate. Amalia, la più grande, è una vera matriarca, con piglio autoritario manda avanti la casa, si occupa del padre e delle sorelle più piccole.

Ma presto la casa comincia a svuotarsi, Anna e Vittoria si sposano, muoiono Maria e papà Nicola. Poi si sposano anche Antonietta, Rita e Adalgisa.

In casa resta soltanto Amalia. A dormire. Perché questa casa, queste mura, non si sono mai davvero svuotate. Questa famiglia, queste sorelle non si sono separate mai: ogni giorno è un via vai di persone. Bambini, soprattutto. I figli e le figlie delle sorelle continuano ad orbitare intorno a questo appartamento. La sera, prima di cena, ci si ritrova tutti qui. Dopo il lavoro, dopo lo studio, finite le commissioni, si viene qui. Si viene da zia Amalia. Le sorelle giocano a scopa, fumano, cucinano, litigano, scherzano. Il resto della famiglia le circonda come fa una corte con i propri sovrani: le sorelle sono regine. Questa casa il loro regno. Un regno utopico in cui tutti sono accolti, amati. Natale si fa qui, qui si cucinano i cullurielli nel giorno dell’Immacolata, si festeggia San Francesco di Paola il 2 aprile (…. che il marito di Adalgisa si chiama Francesco e va festeggiato come si deve), si passano domeniche e giorni lieti. Qui nascono persino bambini: nella stanza in fondo che dà su via Alimena sono nate Rosanna e Paola, due delle figlie di Rita. Cose che non si possono dimenticare, cose che non ci sono più.

C’è ancora Rita però, e ci sono i discendenti di queste sorelle, una famiglia ancora unita, 14 figli e 24 nipoti; uno di loro, un nipote di Antonietta (detta Tetuccia) oggi gestisce il Bed&Breakfast 7 Sorelle. Matteo ha 36 anni e a via Alimena, come tutti i nipoti, è cresciuto. La casa adesso è sua e ha scelto di farne qualcosa di bello, qualcosa di vicino a quello che è stata. Ha scelto di non tradire la sua anima, convinto che queste mura possano continuare a fare bene, anzi benissimo, quello che hanno sempre fatto: accogliere.